Perchè la pallavolo

Nonostante le tracce che si possono trovare ad esempio nei mosaici di Piazza Armerina in Sicilia, la pallavolo è uno sport relativamente moderno; nasce infatti negli Stati Uniti nel 1895. Il successo e la diffusione furono immediati. Per i particolari consultare il link Pallavolo.

Il perchè del successo è da ricercare nella relativa semplicità del gioco, la palla deve sempre essere "in volo"; chiunque in spiaggia si può cimentare e vale tutto. I genitori poi, quando devono scegliere un'attività da far frequentare ai figli valutano che si tratta di uno sport di movimento, di squadra, si gioca in palestra e non c'è contatto fisico, particolare che ne fa lo sport preferito dal genere femminile.

La pallavolo agonistica naturalmente è un'altra cosa, regolamentata in ogni aspetto. Si gioca sei contro sei con ruoli ben definiti in un campo delimitato diviso da una rete fissata ad una altezza che dipende dall'età e dal sesso dei giocatori. Le fasi di gioco principali sono 4 e sono simmetriche: da una parte c'è il servizio e dall'altra la ricezione, da una parte c'è l'attacco e dall'altra la difesa. Ad esclusione del servizio, in ogni fase di gioco la squadra può toccare la palla solo tre volte. Passiamo ai ruoli: in campo troviamo un palleggiatore le cui caratteristiche principali devono essere la precisione, la freddezza e l'agilità; un opposto che giocando principalmente contromano (a meno che non sia mancino) deve essere molto potente e duttile; due schiacciatori che devono essere potenti in attacco e agili in difesa; due centrali che devono avere una buona altezza unita alla velocità di spostamento e capacità di lettura dello schema di attacco degli avversari; un libero, ruolo introdotto tra il 1997-98, specialista nella ricezione e nella difesa che ha nell'agilità la caratteristica principale.

La pallavolo è considerato lo sport di squadra per eccellenza e questo crea un forte legame tra i giocatori che ad ogni azione si congratulano e incoraggiano a vicenda, l'aspetto mentale e caratteriale è molto importante. Un esempio: nessuno accusa mai un compagno di avere sbagliato qualcosa e allo stesso tempo chi sbaglia se ne assume la responsabilità; tutto ciò è molto educativo.

Raccogliamo l'esperienza di un nostro dirigente: "mia figlia giocava da palleggiatrice: un giorno mi accorsi che si assumeva la responsabilità di un errore ogni volta che la schiacciatrice sbagliava attacco; alla mia domanda del perchè lo facesse mi rispose che la compagna di squadra era più sensibile di lei e che se si deprimeva non attaccava più e tutta la squadra ci rimetteva, avevano solo 14 anni. Da allora ho capito lo spirito del volley e non l'ho più lasciato." Capita anche in altri sport?

 
Manda questo contenuto ai tuoi amici!

Questo sito utilizza i cookies: cliccando su CHIUDI o proseguendo nella navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookies.   Informativa CHIUDI